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My name is Veronica, I'm a licensed tour guide of one of the most fascinating Regions of Italy. Campania. My job offers me the great and unique opportunity to share my love and passion to the italian heritage with everyone that is interested. I provide private tours, tailor made experience and unique excursions. The sights that I visite with my clients are the archeological sites of Pompeii Herculaneum and Oplontis, the incredible town of Naples with her milleniar history, the famouse AmalfiCoast and the shining Island of Capri. My real passion are the hidden treasures of my land, so if you are a looking for a "explore and live like a local" experience, I'm the right guide for you

lunedì 27 gennaio 2020

SUGGERIMENTO ALLA VISITA DI POMPEI, prendersi del tempo


Antiquarium di Pompei, prendersi il giusto tempo

Dopo tanti anni di lavoro come guida negli Scavi di Pompei, ho realizzato da tempo che non ho bisogno più dell’orologio per scandire il mio ritmo narrativo. Non amo le costrizioni dettate dal tempo, tranne se sono i clienti ad impormele. Detto ciò vorrei portare alla vostra attenzione un luogo spesso snobbato sia dalle guide, che dai visitatori, che invece seconda il mio modestissimo parere non è mai da tralasciare.

 L’Antiquarium di Pompei un moderno VISITOR CENTER

Direttamente sulla salita di via Marina, subito dopo l’Arco di Ingresso alla città antica si apre una porta che immette il visitatore in un complesso museale, interessante e ben concepito
Si vieni accolti ATTUALMENTE, ancora dalla stupenda esposizione su “Affreschi e Gioielli dalla Insula Occidentalis” Il grandioso complesso delle ville urbane dell’Insula Occidentalis, situato all’estremità occidentale della città antica su quattro terrazze panoramiche digradanti scenograficamente verso il mare, inclusa la Casa del Bracciale d’Oro, Questa casa deve il suo nome a un grande bracciale in oro dal peso di 610 gr. indossato da una delle vittime che tentava di fuggire( non più in esposizione ma in prestito)
Esposta, e sempre ben visitate, la famosa MONETA CHE CAMBIA LA DATA DELLA FINE DI POMPEI, ritrovata insieme a tante altre proprio nella casa del bracciale d’oro. la moneta che cambia la data


Il viso di una ragazza di meno di 20 anni, agli ultimi mesi di gravidanza al momento dell’eruzione, quello di un uomo adulto tra i 25 e i 35 anni e quello di un anziano sono il frutto di una ricostruzione facciale effettuata negli anni Settanta partendo dai crani dei tre sfortunati. Il processo consistette nell’applicare sul modello in scala 1.1 del cranio strati di plastilina dello spessore corrispondente a quello della muscolatura standard. Seguirono le indagini sul DNA degli individui, portando a stabilire alcuni legami di parentela.
Stupendi mobili ed elementi decorativi che trasportono il visitatore nell’ambiente domestico intimo del mondo antico, si contrappongono alla visione sempre intensa dei CALCHI.
Attraverso questa tecnica inventata da Giuseppe Fiorelli, ci si trova dinanzi alle persone che hanno perso la loro vita durante l'eruzione. Si passa da ammirare i loro averi i loro agi, a trovarseli di fronte.
Nulla è così intenso, e prepara il visitatore alla scoperta di Pompei



Consiglio di terminare la visita agli Scavi attraverso l'Antiquarium, al quale si può accedere dal terrazzo del Tempio di Venere, luogo di uscita degli scavi.
Da questo punto potete accedere direttamente ad una splendida mostra che potrà concludere la vostra visita in modo quasi circolare

IL RACCONTO DI UNA FAMIGLIA
...di un personaggio pubblico, di persone come noi. Le loro abitudini, il vezzo e il desiderio di mostrare la propria ricchezza, attraverso il lusso negli arredi e negli oggetti di vita quotidiana. Così questa mostra allestita dal 23 dicembre 2019 al piano superiore dell’Antiquarium ricca di numerosi reperti rivenuti nella dimora, ci si immette in quella che doveva essere la vita di una ricca famiglia pompeiana, quella di Giulio Polibio.
Lucerne, bruciaprofumi, tegami per friggere, olle per la bollitura di focacce e verdure, e ancora candelabri, un anello con sigillo in bronzo con il nome di C.IVLI PHILIPPI, forse il vero proprietario della casa, dadi da gioco



Impressionante sono i loro "Volti"i volti ricostruiti di tre delle vittime rinvenute.
Il viso di una ragazza di meno di 20 anni, agli ultimi mesi di gravidanza al momento dell’eruzione, quello di un uomo adulto tra i 25 e i 35 anni e quello di un anziano sono il frutto di una ricostruzione facciale effettuata negli anni Settanta partendo dai crani dei tre sfortunati. Il processo consistette nell’applicare sul modello in scala 1.1 del cranio strati di plastilina dello spessore corrispondente a quello della muscolatura standard. Seguirono le indagini sul DNA degli individui, portando a stabilire alcuni legami di parentela.



La moneta che CAMBIA la data

La moneta che cambia la data


 L’analisi della valuta ritrovata in un tesoretto di un pompeiano in fuga di 175 monete d’argento e 40 d’oro evidenzia un dettaglio sorprendente: accanto al volto dell’imperatore Tito, che regnò dal 79 all’81 dopo Cristo sull’impero Romano, è possibile scorgere la scritta “Imp XV” che indica la quindicesima acclamazione imperiale del “princeps”. Un rinnovo che, secondo le documentazioni, avvenne dopo l’8 settembre del 79 d.C, diverse settimane dopo la canonica data del 24 agosto che è sempre stata associata all’eruzione del Vesuvio, data da sempre accettata come attendibile e derivante dalle testimonianze di Plinio il Giovane.
Molti sono affascinati da questa "scoperta" a tal punto che se nè è discusso allungo in tutte le sedi e circoli interessati. Lo scrittore e divulgatore televisivo Alberto Angela nel suo "I tre giorni di Pompei" da largo sfogo a tutti gli indizi che indicano nella direzione della posticipazione dell'eruzione al 24 Ottobre 79 d.C.

Fatto sta che nessun cambiamento di data possa togliere o aggiungere elementi significativi  alla tragicità dell'accaduto. La data per me non cambia nulla, ma rimane la mia modestissima opinione.



giovedì 23 gennaio 2020

Groundbreaking discovery in Herculaneum: Remains of vetriefied brain of a victim


Groundbreaking discovery in Herculaneum

view of the excavation of Herculaneum


In Herculaneum the discovery of  remains of a vitrified  brain of a  victim can rewrote and add important elements to the understanding of life in ancient Herculaneum.


Already in  the 80s of the last century an unprecedented discovery guided by, Giuseppe Maggi, director of the Herculaneum excavations, makes a discovery that literally changes the history of the site,  by finding  the victims of the eruption on the ancient beach. Today the history of Herculaneum risks being not only rewritten but returns to be at the center of new interesting discoveries thanks to a team of anthropologists and researchers led by Pier Paolo Petrone of the Federico II University of Naples, who for years has studied the effects of eruptions of Vesuvius in the Campania region and the populations that inhabited it in the past.
 

The case: The custodian of the Collegio degli Augustali



In the 1960s, during the excavations conducted by the then Superintendent Amedeo Maiuri, a wooden bed and the charred remains of a man were found in the volcanic ash, which archaeologists believe was the custodian of the College consecrated to the cult of Augustus.

The New England Journal of Medicine, a prestigious worldwide leading medical journal, has published the results of a study on the remains of brain material found in on this victims of the eruption, whose skeleton is still in one of the service areas of the College of the Augustali


The vitrification of the brain

Recent field investigations, conducted by Pier Paolo Petrone, have led to the discovery of vitreous material in the skull of the victim, in which various proteins and fatty acids present in brain tissues and human hair have been identified. The hypothesis of the scholars is that the high heat was literally able to burn the fat and body tissues of the victim, causing the brain to vitrify.

The preservation of brain tissue is an extremely rare event in archeology, but it is the first time ever that human remains of vitrified brain have been discovered due to the heat produced by an eruption

the excavations of Herculaneum and the new frontier of DNA research

Physical anthropology studies are now supported by increasingly sophisticated laboratory analyzes. Today they can be combined with innovative research on degenerated DNA which, as shown by forthcoming works by dr. Petrone still has some parts of the code sequence that can clarify the origin and relationship of the victims found in the boathouses at the ancient beach. These extraordinary data can also compare with those deriving from the analyzes on organic materials and coprolites found during excavations in the sewers under cardo V (excavations conducted in collaboration with the Packard Foundation) which have clarified many aspects of the diet and contributed to enriching the picture of the most frequent pathologies that afflicted the inhabitants of Herculaneum.

giovedì 9 gennaio 2020

Casa di Giove a Pompeii

Un video che vi lascerà senza fiato
le riprese dall'alto di un mosaico Unico nel suo genere a Pompeii
la Costellazione di Orione

video pompei scavi casa di Giove

Per chi volesse approfondire il  Il Mito......
Per i Greci Orione era il figlio del dio del mare, Poseidone, e di Euriale figlia del re di Creta Minosse.
La leggenda racconta che una notte, sull’isola di Chio, Orione corteggiò Merope, la figlia del re Enopio.
Questo si adirò moltissimo, lo accecò e lo bandì dall’isola. Orione, dopo vari giorni di totale smarrimento ebbe una visione,
un oracolo gli predisse che se si fosse recato verso oriente avrebbe potuto riacquistare la vista.
Si recò quindi sull’isola di Lemno dove incontrò Efesto, il dio del fuoco.
Efesto impietosito dalla sua cecità decise di affidarlo ad uno dei suoi apprendisti, Cedalione, il quale lo condusse attraverso l’oceano fino ad arrivare in una lontanissima isola dove viveva Eos, la dea dell’Aurora.
La dea si innamorò subito del bellissimo e possente Orione e suo fratello Elio, in segno di amicizia, gli restituì la vista.
Un giorno la dea della caccia Artemide (o Diana) si invaghì di Orione ed iniziò a fargli delle esplicite avance.
Orione declinò i ripetuti inviti con garbo, spiegando alla dea che mai avrebbe potuto tradire la sua amata sposa, alla quale sarebbe stato eternamente fedele perché grato di avergli fatto riacquistare la vista.
Artemide si mise il cuore in pace fino a che non venne a sapere che Orione stava facendo una spietata corte alle Pleiadi, le 7 figlie di Atlante e Pleione, nonchè le sue ancelle.
Le inseguiva ovunque, nonostante i ripetuti rinneghi delle ragazze, fino a quando Zeus, il padre degli dei, ebbe pietà di loro e decise di tramutarle prima in colombe e successivamente in stelle.
Per questo motivo se osserviamo il cielo vediamo la costellazione di Orione molto vicina a quella del Toro, dove risiedono le Pleiadi.
Nel suo lento movimento nel cielo Orione segue quindi ininterrottamente questo ammasso di stelle.
Artemide non potendo sopportare questo affronto, desiderosa di vendetta, decise di inviare nell’abitazione di Orione, mentre esso dormiva, un velenosissimo scorpione che lo avrebbe punto e quindi ucciso con il suo mortale veleno.Così fu e sia lo scorpione (che morì dopo aver punto Orione) che Orione furono collocati in cielo da Zeus, sottoforma di costellazioni, ma collocati in punti opposti del cielo affinché lo scorpione non potesse più pungere il cacciatore.
Quando vediamo la costellazione di Orione tramontare ad ovest, vediamo sorgere ad est quella dello Scorpione.La morte di Orione lasciò solo e disperato il suo fedele cane Sirio che ululò per tre giorni di fila fino a che Zeus, scocciato dalle sue urla strazianti, decise di portarlo in cielo accanto al suo padrone, formando così la costellazione del Cane Maggiore